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Pulire la stufa a pellet: prepariamoci all'inverno.


Se state leggendo questo articolo significa che state cercando consigli per pulire la stufa a pellet da soli in previsione dell'inverno che arriva.
Come si fa? Vi starete chiedendo.
Beh, ci sono alcuni passaggi che potete eseguire senza rivolgervi ad un tecnico, che non dipendono dalla marca che avete acquistato e che regaleranno alla vostra stufa una vita più lunga.

Alcune aziende hanno immesso sul mercato modelli di stufa a pellet provvisti di modalità di pulizia automatica, come il braciere autopulente, per citarne una. In genere si tratta di sistemi che fanno scivolare la cenere facendola ricadere in un vano posizionato nella parte bassa della stufa.
Funzionalità molto comoda ma prima o poi il cassetto si riempirà e andrà comunque svuotato, inoltre ci sono una serie di operazioni di manutenzione ordinaria di tipo manuale sempre consigliate e che vanno eseguite a prescindere dal modello che si possiede.

La pulizia ordinaria è la più semplice ma anche la più importante proprio perché andrebbe fatta regolarmente, in quanto:

  • Mantiene alta l’efficienza della stufa anche a beneficio dei consumi del pellet
  • Previene guasti dovuti a sporcizia e accumulo di residui da combustione
  • Garantisce un adeguato tiraggio dell’aria
  • Assicura ottimi standard di sicurezza della stufa a pellet

Come pulire la stufa a pellet da soli

Qui l’utilizzo di un bidone aspiracenere si rende necessario e vi diciamo subito che l’aspirapolvere tradizionale di casa non è adeguato perché si tratta di catturare cenere, fuliggine e particelle - dannose se respirate - che non possono assolutamente disperdersi nell’ambiente domestico.

Potete procurarvi uno di quegli aspiratori progettati solamente per pulire le ceneri della stufa, oppure sfruttare le potenzialità di altri strumenti multifunzione, nati cioè per diversi tipi di pulizia e che all’occorrenza si trasformano in aspiracenere. Il vantaggio sarà quello di avere un solo macchinario che ci aiuta in più lavori domestici.

Un esempio eccellente è il nostro aspiraliquidi GDA con accessorio aspiracenere, compatibile con qualsiasi impianto di aspirapolvere centralizzato e che grazie ad un filtro dedicato, si trasforma appunto in un comodo aspiracenere, ideale per pulire la stufa a pellet.

Il vantaggio di utilizzare questo elettrodomestico è duplice: non solo utilizziamo uno specifico aspiracenere che non danneggia la nostra stufa, ma si contribuisce a mantenere pulita e salubre l’aria dell’ambiente. Infatti, la cenere aspirata, viene bloccata dallo speciale filtro, e a discesa viene raccolta sul fondo del bidone aspiracenere. Aria pulita in modo semplice quanto geniale!

Ma come si pulisce una stufa con un aspiracenere? Vediamo quali sono le parti interne da pulire e con quale frequenza. Prima di iniziare però, ci raccomandiamo di lavorare sempre a stufa spenta e fredda. Se la sentiamo ancora tiepida attendiamo dunque il totale raffreddamento.

Camera di combustione

È l’interno della stufa, il vano dentro al quale si sviluppano le fiamme e che è visibile dall’esterno grazie alla trasparenza del vetro dello sportello. Apriamo allora lo sportello e passiamo il tubo del nostro aspiratore su tutta la cenere che vediamo, sul basamento, sui profili interni del vetro e sulle pareti attorno. Ripeteremo l’operazione circa 1 volta a settimana in base alla quantità di detriti accumulati.

Braciere e scivolo del pellet

Detto anche crogiolo, il braciere si trova all’interno della camera di combustione e si presenta come una scatoletta in ghisa, forellata alla base, dove il pellet brucia. Questo andrebbe pulito a seconda dell’intensità di utilizzo e se consideriamo i mesi invernali - in cui la stufa lavora per molte ore consecutive - potrebbe essere opportuno svuotarlo anche 1 volta al giorno.

Aspiriamo l’interno con l’aspiracenere e poi estraiamolo per proseguire la pulizia. Al suo interno tendono a formarsi delle incrostazioni sia sulle pareti sia negli angoli. Grattiamo quindi la superficie con un punteruolo metallico per renderla il più liscia possibile. Solitamente, al momento dell’acquisto della stufa viene sempre fornito uno strumento apposito in acciaio ma se non lo abbiamo andrà bene anche la punta di un cacciavite.

Dopo aver raschiato bene l’interno del nostro braciere, prima di riposizionarlo, assicuriamoci che sotto il suo alloggio non siano rimasti trucioli di pellet che possano ostruire il passaggio dell’aria verso la candeletta di accensione. Quel piccolo cilindro è infatti il responsabile dell’innesco della combustione e per non avere problemi durante l’avvio della stufa è importante tenerlo pulito.

Continuiamo nel procedimento per pulire la stufa a pellet. Se solleviamo lo sguardo noteremo che proprio nella parete che sta dietro il braciere c’è un’apertura. Quello è il tratto finale dello scivolo del pellet che collega il serbatoio – in sostanza il contenitore dove inseriamo i trucioli – alla camera di combustione. Spesso viene trascurato durante la pulizia della stufa, invece è bene considerarlo, anzi, non dobbiamo proprio aver timore di aspirare dentro, perché più riusciamo ad addentrarci nella canalina, meglio sarà. Possiamo aiutarci inserendo nel tubo del nostro aspiratore una lancia per angoli, un accessorio che allungato e sottile ci permetterà di aspirare meglio all’interno dello scivolo, rimuovendo lo sporco, così da favorire la caduta del pellet.

Addio vetro annerito

Anche l’annerimento del vetro è un indicatore significativo della necessità di pulire la stufa a pellet. Il vetro poi si scurisce già dopo pochi utilizzi, penalizzando anche l’estetica della nostra stufa. Per fortuna la sua pulizia è talmente semplice e veloce che potremmo ripeterla senza fatica anche 2 o 3 volte alla settimana.

Ci procuriamo un detergente anti-fuliggine specifico per i vetri di stufe, forni e caminetti - reperibile sia presso la grande distribuzione che in negozi specializzati - e lo spruzziamo direttamente sulle parti annerite dal fuoco. Lasciamo agire il prodotto per qualche minuto e provvediamo a rimuoverlo utilizzando semplicemente un panno carta o una spugna leggermente inumidita. Il vetro sarà nuovamente brillante e trasparente.

Dietro i pannelli di rivestimento

Esiste la possibilità di pulire la stufa a pellet in autonomia anche per ciò che riguarda la sezione retrostante i pannelli di rivestimento dove si vanno a depositare piccolissimi carboni, scintille e piccoli residui che saltano fuori dal braciere. Potrebbe sembrare complesso ma non lo è affatto. In ogni caso è un’operazione che si consiglia di eseguire almeno 1 volta all’anno e per chi non se la sentisse si può delegare al tecnico della manutenzione straordinaria. Per chi invece ha voglia di provare, i passaggi sono questi:

  1. Sfila la parte superiore della camera di combustione. Sul manuale della tua stufa potresti trovarlo indicato anche come deflettore o parafiamma, ed è l’elemento che devia i fumi dall’alto verso il retro dei pannelli per convogliarli nel foro dell’aspirazione della canna fumaria
  2. Adesso procedi con la rimozione delle pareti laterali e dello schienale. Sono tutti pezzi ad incastro e in genere non presentano bulloni o congiunzioni da svitare
  3. Ora passa l’aspiracenere all’interno e su tutti i singoli pezzi
  4. Riposiziona tutte le componenti seguendo l’ordine inverso rispetto alla rimozione

Abbiamo completato tutta la procedura per pulire la stufa a pellet e ora possiamo goderci il suo calore in tranquillità e sicurezza.

Manutenzione straordinaria della stufa a pellet

Quanto abbiamo appena visto si riferisce alla procedura per una corretta pulizia regolare della stufa a pellet ma se abbiamo bisogno di eseguire un lavoro più approfondito e delicato come la manutenzione straordinaria, allora dovremo rivolgerci ad un tecnico specializzato.

Ci sono elementi che andrebbero controllati almeno 1 volta all’anno da un professionista e per i quali il fai-da-te è altamente sconsigliato. Parliamo di girofumi, scambiatori, canna fumaria, componenti elettriche e sistema di ventilazione nonché delle guarnizioni e tutto ciò che è soggetto ad usura per provvedere all’eventuale sostituzione.

Scopri tutti gli approfondimenti preparati dallo staff GDA